CHIRURGIA DEL VISO
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Blefaroplastica
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Otoplastica
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Lifting del viso
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Rinoplastica
Blefaroplastica
Questo intervento
ha per obiettivo il ringiovanimento dell'aspetto della regione oculare,
riducendo la cute in eccesso e rimuovendo le borse palpebrali. |
DURATA |
45 - 120 MIN |
ANESTESIA |
LOCALE |
RICOVERO |
DH |
RITORNO AL SOCIALE |
6gg |
ATTIVITA’ LAVORATIVA |
6gg |
ATTIVITA’ FISICA INTENSA |
2 sett |
Borse, occhiaie, palpebre pesanti o grinzose possono essere corrette mediante l’intervento di blefaroplastica. A seconda del caso clinico, l’intervento può essere limitato all’asportazione della pelle in eccesso, oppure estendersi all’eliminazione dei cuscinetti di grasso, alla loro ridistribuzione o al riassetto della muscolatura orbitaria.
Le piccole rughe periorbitarie dette “zampe di gallina” non vengono però cancellate, ma solo migliorate per effetto della distensione della cute. La blefaroplastica può essere praticata sia sulle palpebre superiori che inferiori, anche contemporaneamente.
All’intervento residuano cicatrici minime, occultate nelle naturali pieghe palpebrali. La blefaroplastica, di solito effettuata in anestesia locale, può talvolta richiedere l’anestesia generale con un breve ricovero di un giorno.
Il risultato, buono fin dall’inizio, anche se alterato dall’inevitabile gonfiore post-operatorio e dalla comparsa di ecchimosi più o meno evidenti, tende a stabilizzarsi nel giro di alcune settimane.
L’intervento non interferisce con le capacità visive.
Sebbene l’intervento di blefaroplastica sia uno dei più comuni e frequenti interventi di chirurgia estetica, esso non è privo di possibili anche se rare complicanze, tra queste sono da segnalare l’infezione e l’ematoma post-operatorio, che possono richiedere un immediata revisione dell’intervento.
Gonfiore, arrossamento e variazioni di colore variano da paziente a paziente e possono essere modesti o consistenti. La maggior parte dell'edema e dell'ecchimosi scompare fra il quinto e il decimo giorno, ma non e' insolito che modificazioni di colore durino piu' a lungo. Durante questo periodo le palpebre possono apparire gonfie, irregolari ed asimmetriche.
Una dislocazione verso il basso della palpebra inferiore puo' essere dovuta all'edema e scompare appena il gonfiore si sara' ridotto. A causa di questo fenomeno non e' insolita una maggiore lacrimazione.
A causa del gonfiore e dell'ecchimosi dei tessuti palpebrali puo' comparire iperemia congiuntivale (arrossamento oculare). Questa evenienza non e' pericolosa e non e' dolorosa, ma può richiedere alcune settimane per la sua risoluzione.
Piccole tumefazioni lungo le linee di incisione possono sopravvenire 2-3 settimane dopo l'intervento. Queste possono essere cisti o ghiandole sudoripare otturate. In linea di massima, esse scompaiono spontaneamente, ma occasionalmente è necessario trattarle ambulatorialmente.
I rischi di complicanze possono essere minimizzati se si seguono le indicazioni del Chirurgo, così come è importante informarlo preventivamente dell’esistenza di malattie, difetti della vista o alterazioni della lacrimazione.
Prima dell’intervento di blefaroplastica:
Per la donna è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale, anche se tale condizione non è preclusiva dello stesso.
Informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci tipo: cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, tranquillanti o eccitanti ecc.
Sospendere l’assunzione di medicinali contenenti l’acido acetilsalicilico (Aspirina, Ascriptin, Bufferin, Cemerit, Vivin C ecc.) almeno 10 giorni prima dell’intervento.
Ridurre il fumo a 2-3 sigarette almeno due settimane prima dell’intervento.
Segnalare la comparsa di raffreddore, mal di gola, tosse e malattie della pelle.
Organizzare, nell’immediato post-operatorio, la presenza di un accompagnatore/accompagnatrice che può essere utile anche se non indispensabile.
Il giorno dell’intervento di blefaroplastica:
Lavare i capelli, struccare accuratamente tutto il viso con particolare attenzione alla rimozione del mascara dalle ciglia.
Se l’intervento è praticato in anestesia generale, non assumere cibi ne bevande dalla mezzanotte del giorno prima.
Dopo l’intervento di blefaroplastica:
E’ normale che le palpebre si gonfino (edema) e che si manifestino dei lividi (ecchimosi), spesso più evidenti da un lato che dall’altro, ma ciò non deve preoccupare. Piccole ecchimosi possono formarsi anche nella congiuntiva ed il loro riassorbimento sarà più lento.
Per accelerare il riassorbimento dell’edema e delle ecchimosi (che col tempo tenderanno a diffondersi verso il basso) è utile applicare alle palpebre impacchi freddi; cubetti di ghiaccio in un sacchetto di cellophane appoggiati su un fazzoletto ripiegato disteso sulle palpebre. Tali impacchi freddi vanno mantenuti sugli occhi per circa venti minuti e ripetuti 2-3 volte nei primi 1 –2 giorni post-op. Sempre per accelerare il riassorbimento dell’edema è consigliato di dormire in posizione semi seduta.
Durante le prime 12/24 ore è normale che dalle ferite fuoriescano alcune gocce di siero frammiste a sangue, sarà sufficiente asciugarle con una garza sterile.
L’edema rende talvolta difficoltosa la completa chiusura delle palpebre e di conseguenza la congiuntiva potrebbe irritarsi. In questi casi è consigliato l’uso di colliri o pomate oftalmiche, specie durante la notte.
L’anestesia può determinare transitorie paresi di alcuni muscoli oculari, ciò può accentuare la difficoltà a chiudere le palpebre. Tali fenomeni sono di breve durata e tendono a risolversi spontaneamente nel giro di 24/48 ore.
Talvolta la cicatrizzazione delle ferite può dare origine ad irregolarità del bordo palpebrale solitamente di carattere transitorio, la cui risoluzione può essere accelerata con opportuni esercizi o massaggi che, se necessari, saranno consigliati dal Chirurgo stesso.
Più raramente la retrazione cicatriziale può stirare verso il basso le palpebre inferiori dando origine al così detto ectropion. Tale complicanza è spesso transitoria ma nei casi più gravi può richiedere un intervento di revisione.
Per almeno 10 giorni non portare lenti a contatto. Anche se dopo 2-3 giorni è in genere possibile riprendere l’attività lavorativa, è opportuno prevedere un periodo di relativo riposo fino alla rimozione dei punti. Per almeno un mese evitare l’esposizione al sole o al calore intenso
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Otoplastica
Questo intervento
ha per obiettivo la correzione delle orecchie prominenti mediante il
modellamento della cartilagine auricolare. |
DURATA |
60 - 90MIN |
ANESTESIA |
LOCALE |
RICOVERO |
DH |
RITORNO AL SOCIALE |
6gg |
ATTIVITA’ LAVORATIVA |
6gg |
ATTIVITA’ FISICA INTENSA |
6 sett |
Un’alterata conformazione della cartilagine del padiglione auricolare può determinare vari difetti estetici di diversa entità, il più comune dei quali viene definito come orecchie “prominenti, a ventola o ad ansa”.
Questo difetto è determinato dal parziale o completo deficit di curvatura dell’antelice, una determinata porzione della cartilagine auricolare. Ad esso può essere associato, anche qui in maniera più o meno marcata, un eccessivo sviluppo della conca auricolare, che contribuisce a determinare un ulteriore spinta verso l’esterno del padiglione.
Tale alterazione può coinvolgere solo una od entrambe le orecchie e spesso si presenta con caratteri diversi nei due lati.
L’intervento che viene realizzato per correggere tali difetti si definisce OTOPLASTICA.
Le orecchie prominenti o “a ventola” possono essere corrette a partire dai 5-6 anni di età. L’intervento rimodella, con tecniche diverse a seconda delle diverse situazioni anatomiche, la cartilagine dell’orecchio mediante un incisione chirurgica a livello della superficie posteriore del padiglione auricolare senza lasciare cicatrici visibili in quanto nascoste nel solco retroauricolare.
Nella grande maggioranza dei casi l’intervento viene fatto in anestesia locale, senza necessità di ricovero.
Nei soggetti più giovani, qualora vi sia la necessità di un trattamento precoce per evitare eventuali stress emotivi nella vita di relazione, l’intervento può essere agevolmente eseguito in anestesia generale.
Il risultato è buono fin dai primi giorni, anche se condizionato dall’inevitabile edema post-operatorio che tenderà a regredire completamente nel giro di 2-3 settimane.
Le complicanze post-operatorie, seppur rare, sono l’infezione, l’ematoma o la parziale recidiva del difetto. In ogni caso tali evenienze sono tutte correggibili mediante una revisione.
Per minimizzare tali rischi, in particolar modo la recidiva, è importante seguire le indicazioni del Chirurgo per una corretta gestione del periodo post-operatorio.
Prima dell’intervento di otoplastica:
Per la donna è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale, anche se tale condizione non è preclusiva dello stesso.
Informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci tipo: cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, tranquillanti o eccitanti ecc.
Sospendere l’assunzione di medicinali contenenti l’acido acetilsalicilico (Aspirina, Ascriptin, Bufferin, Cemerit, Vivin C ecc.) almeno 10 giorni prima dell’intervento.
Ridurre il fumo a un massimo di 2-3 sigarette almeno due settimane prima dell’intervento.
Segnalare la comparsa di raffreddore, mal di gola, tosse e malattie della pelle.
Organizzare, nell’immediato post-operatorio, la presenza di un accompagnatore/accompagnatrice che può essere utile anche se non indispensabile.
Il giorno dell’intervento di otoplastica:
Lavare i capelli, struccare accuratamente tutto il viso.
Se l’intervento è praticato in anestesia generale, non assumere cibi ne bevande dalla mezzanotte del giorno prima.
Dopo l’intervento di otoplastica:
E’ importante mantenere intatta, asciutta e pulita la medicazione fino al successivo controllo ambulatoriale.
Una certa dolenzia è frequente nell’immediato post-operatorio e può essere risolta con l’uso di leggeri antidolorifici, non a base di ac. Acetil salicilico.
Assumere terapia antibiotica a scopo profilattico per 3-4 giorni dopo l’intervento.
Per almeno 2 settimane è opportuno indossare, una volta rimossa la medicazione, una fascetta elastica paraorecchie soprattutto durante il sonno.
Sebbene non sia necessariamente richiesto un periodo di riposo nell’immediato post-operatorio, è opportuno astenersi dall’attività sportiva per almeno due settimane. Evitare di esporre le orecchie a traumi diretti per almeno un mese.
Raramente le cicatrici retroauricolari possono esitare in cheloidi ipertrofici, in questo caso potrà rendersi necessario uno specifico trattamento o la revisione chirurgica.
Ancor più raramente i punti di sutura interni, che vengono utilizzati per rimodellare la cartilagine del padiglione auricolare, possono dare origine ad una reazione infiammatoria e/o infettiva che può richiedere specifico trattamento locale.
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Lifting del viso ritidectomia (ritidectomia)
Questo intervento
ha per obiettivo il ringiovanimento dell'aspetto del volto, determinando un
rimodellamento delle strutture sottocutanee e la restituzione del tono
cutaneo perduto. |
DURATA |
150 - 240 MIN |
ANESTESIA |
SEDAZIONE PROFONDA O GENERALE |
RICOVERO |
1gg |
RITORNO AL SOCIALE |
6gg |
ATTIVITA’ LAVORATIVA |
9 – 12g |
ATTIVITA’ FISICA INTENSA |
4-5 sett |
Con l’intervento di ritidectomia è possibile distendere la cute e migliorare il contorno del viso sia mediante la sospensione del tessuto sottocutaneo, che mediante l’asportazione della cute in eccesso. L’intervento può essere limitato ad un solo settore del viso od essere esteso all’intero volto a seconda delle problematiche individuali. L’effetto generale di ringiovanimento può essere migliorato associando, contemporaneamente o successivamente, interventi aggiuntivi quali la blefaroplastica, la liposuzione localizzata ed il lipofilling.
Le piccole rughe superficiali od altri piccoli difetti della pelle, che non vengono corretti con l’intervento di lifting facciale, possono essere trattati con terapie complementari quali l’impianto di fillers (es. acido ialuronico), l’utilizzo della tossina botulinica, il laser, ecc..
In considerazione dell’ampia variabilità del trattamento e delle sue diverse indicazioni, è bene che la/il Paziente discuta ampiamente con il Chirurgo le varie opzioni ed i possibili risultati.
Le cicatrici che residuano all’intervento sono per la maggior parte situate in zone poco visibili (cuoio capelluto e solco retroauricolare); l’unico tratto esposto, a livello del margine anteriore del padiglione auricolare, nel giro di poche settimane diverrà impercettibile.
Il tipo di anestesia, la durata della degenza e la frequenza della medicazioni, variano caso per caso e dipendono dalla tecnica impiegata.
Sebbene gli interventi di ritidectomia siano ben codificati, nondimeno possono essere gravati da rare anche se possibili complicanze; tra queste sono da ricordare l’infezioni post-operatorie, gli ematomi, la sofferenza dei lembi cutanei con ritardo dei processi di cicatrizzazione e la lesione, solitamente transitoria, dei rami terminali del nervo facciale.
Prima dell’intervento di ritidectomia:
Per la donna è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale.
Informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci tipo: cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, tranquillanti o eccitanti ecc.
Sospendere l’assunzione di medicinali contenenti l’acido acetilsalicilico (Aspirina, Ascriptin, Bufferin, Cemerit, Vivin C ecc.) almeno 10 giorni prima dell’intervento.
Ridurre il fumo a 3-4 sigarette almeno una settimana prima dell’intervento. Il fumo riduce la perfusione cutanea e rallenta i processi di guarigione.
Segnalare la comparsa di raffreddore, mal di gola, tosse e malattie della pelle.
Organizzare, nell’immediato post-operatorio, la presenza di un accompagnatore/accompagnatrice che può essere utile anche se non indispensabile.
Il giorno dell’intervento:
Lavare i capelli, struccare accuratamente tutto il viso.
Se l’intervento è praticato in anestesia generale, non assumere cibi ne bevande dalla mezzanotte del giorno prima.
Dopo l’intervento di ritidectomia:
E’ importante mantenere intatta, asciutta e pulita la medicazione fino al successivo controllo ambulatoriale.
Una certa dolenzia è frequente nell’immediato post-operatorio e può essere risolta con l’uso di antidolorifici (Nimesulide).
Se sono stati posizionati dei drenaggi, è normale che sulle garze compaiano delle macchie di sangue.
I punti di sutura cominciano ad essere rimossi dopo circa una settimana dall’intervento.
L’inevitabile edema post-operatorio e l’echimosi cutanee, più o meno evidenti, tenderanno a risolversi spontaneamente nel giro di 10-12 giorni.
Sebbene non sia necessariamente richiesto un periodo di riposo nell’immediato post-operatorio, è opportuno astenersi dall’attività sportiva per almeno tre settimane.
Cosmetici e fondotinta potranno essere applicati sul viso dopo circa 7-9 giorni.
Evitare per almeno due mesi l’esposizione ad intense fonti di calore (sauna) o raggi solari. Proteggere, comunque, le cicatrici visibili con creme a schermo solare totale per 3 mesi.
Il grado di miglioramento ottenibile con un intervento di lifting facciale e la sua durata nel tempo dipendono da numerosi fattori; età, caratteristiche della cute, conformazione dello scheletro facciale e spessore del pannicolo adiposo, così come dalle abitudini individuali quali fumo ed alimentazione
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Rinoplastica
Questo intervento
ha per obiettivo la correzione dell’aspetto del naso e l’eventuale
miglioramento della funzione respiratoria. |
DURATA |
60 - 180 MIN |
ANESTESIA |
GENERALE |
RICOVERO |
1gg |
RITORNO AL SOCIALE |
6gg |
ATTIVITA’ LAVORATIVA |
15gg |
ATTIVITA’ FISICA INTENSA |
6 sett |
La rinoplastica è un intervento che consente, mediante svariate tecniche chirurgiche, di modificare la forma della piramide nasale e della punta correggendo difetti sgraditi al Paziente. E’ importante, tuttavia, discutere ampiamente con il Chirurgo le proprie aspettative in rapporto ai reali risultati ottenibili.
La via d'accesso può essere all'interno delle narici o mediante una piccolissima incisione columellare che permette un miglior modellamento della punta e una più agevole correzione nelle rinoplastiche secondarie.
Se è presente anche una deviazione del setto nasale, con insufficienza respiratoria, è possibile eseguire contemporaneamente un intervento di settoplastica.
L’intervento di rinoplastica è generalmente eseguito in anestesia generale con un ricovero di 12-36 ore. Alla fine dell’intervento viene praticata una medicazione rigida che deve essere mantenuta in sede per almeno 9 giorni.
Il risultato è soddisfacente fin dai primi giorni anche se alterato dall’inevitabile edema post-operatorio, che andrà lentamente risolvendosi nel giro di circa un mese. Frequente è anche la comparsa di evidenti ecchimosi periorbitarie che scompariranno in 10-15 giorni.
Come tutti gli interventi chirurgici anche la rinoplastica non è priva di possibili anche se rare complicanze, tra queste sono da segnalare l’infezione ed in sanguinamento post-operatorio.
Al fine di minimizzare questi rischi, si raccomanda di seguire le indicazioni del Chirurgo.
Prima dell’intervento di rinoplastica:
Per la donna è opportuno non programmare l’intervento immediatamente prima o durante il flusso mestruale, anche se tale condizione non è preclusiva dello stesso.
Informare il chirurgo di qualsiasi trattamento con farmaci tipo: cortisonici, contraccettivi, antiipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, tranquillanti o eccitanti ecc.
Sospendere l’assunzione di medicinali contenenti l’acido acetilsalicilico (Aspirina, Ascriptin, Bufferin, Cemerit, Vivin C ecc.) almeno 10 giorni prima dell’intervento.
Ridurre il fumo a 3-4 sigarette almeno una settimana prima dell’intervento.
Segnalare la comparsa di raffreddore, mal di gola, tosse e malattie della pelle.
Organizzare, nell’immediato post-operatorio, la presenza di un accompagnatore che può essere utile anche se non indispensabile.
Il giorno dell’intervento di rinoplastica:
Lavare i capelli, struccare accuratamente tutto il viso con particolare attenzione alla rimozione del mascara dalle ciglia.
Se l’intervento è praticato in anestesia generale, non assumere cibi ne bevande dalla mezzanotte del giorno prima.
Dopo l’intervento di rinoplastica:
Non rimuovere il bendaggio rigido contentivo fino alla successiva visita di controllo.
A distanza di circa 24 ore dall’intervento spesso si manifesta un evidente edema periorbitario con ecchimosi bluastre, che andrà lentamente risolvendosi spontaneamente. Per accelerare la risoluzione di tali fenomeni è consigliato dormire con almeno due cuscini dietro la testa per mantenere una posizione più declive.
Non fumare per almeno tre giorni, per evitare colpi di tosse che potrebbero favorire un possibile sanguinamento. Non lavare i capelli durante la prima settimana.
Al bisogno, lavare le cavità nasali con soluzioni spray a base di “acqua di mare” tipo “Tonimer”.
Eventuali attività sportive possono essere riprese dopo 2 settimane purché non espongano a possibili traumi del naso.
Per almeno un mese non indossare occhiali con montature pesanti, non esporsi al sole o al calore intenso (es. sauna).
Per alcune settimane, dopo la rimozione della medicazione contentiva, evitare di esporsi al rischio di traumi diretti al naso come, ad esempio, giocare con animali di grossa taglia, prendere in braccio bambini o frequentare luoghi molto affollati, e soffiarsi il naso con delicatezza senza stringerlo eccessivamente
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